MedReAct chiede la revoca del decreto che assegna giorni di pesca alle reti gemelle
Roma, 15 Settembre 2026 - L'allarme emerge dall’ultimo rapporto di MedReAct pubblicato in occasione della riunione del Comitato sulla Conformità della Commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo (GFCM), che si svolgerà a Roma dal 15 al 17 settembre 2026.
Mentre la Croazia sanziona la pesca a strascico con le reti gemelle in Adriatico, il Ministero dell'Agricoltura italiano (MASAF) ha scelto la strada dello strappo istituzionale con l’Unione Europea, nel tentativo di regolarizzare la concessione di giorni di pesca alle reti gemelle, a cui ha permesso di operare irregolarmente per svariati anni.
Sin dal 2020 il MASAF ha infatti consentito alle reti gemelle di lavorare in Adriatico, pur in assenza di un contingente di sforzo di pesca assegnato dall’Unione Europea a questo attrezzo.
I dati preliminari raccolti da MedReAct, grazie alla collaborazione di diversi uffici marittimi delle Capitanerie di Porto, indicano infatti che tra il 2020 e il 2025 le reti gemelle hanno operato per diverse migliaia di giorni, di cui quasi il 60% richiesti da pescherecci di Civitanova Marche. Un clamoroso esempio di malapesca, che mostra come logiche di parte tendano a prevalere sul recupero delle risorse ittiche, sul futuro del comparto e sugli impegni che l’Italia ha sottoscritto.
Nel tentativo di sanare la situazione, ormai giunta all'attenzione della CGPM e dell’UE, il 19 maggio 2026 con il Decreto MASAF n° 239451, il governo assegna autonomamente 1.510 giornate di pesca alle reti gemelle in Adriatico, operando una forzatura istituzionale che scavalca l’ambito delle competenze attribuite all’UE in materia di pesca.
"Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile. Mentre si chiede al settore ittico di ridurre in Adriatico la pressione della pesca su stock ittici sovrasfruttati e su ecosistemi marini impoveriti, il MASAF entra in rotta di collisione con l’UE, consentendo - in modo del tutto irregolare - a una manciata di pescherecci, di operare con uno degli attrezzi più distruttivi per l’ambiente marino", ha dichiarato Domitilla Senni, direttrice di MedReAct.
La pesca con le reti gemelle esercita una pressione ancora più distruttiva sugli ecosistemi marini rispetto allo strascico con un’unica rete. Le reti gemelle, operando su una maggiore estensione dei fondali, aggravano l’impatto sugli habitat bentonici e causano un aumento delle catture di risorse ittiche già sovrasfruttate.
Le prospettive per l'Italia sono ora critiche: la Commissione europea ha già avviato una procedura di pre-infrazione, nota come EU Pilot, che potrebbe concludersi con la messa in mora del nostro Paese e l’avvio di una procedura d'infrazione, con conseguenticosti per i contribuenti italiani e perdita di credibilità per il governo in ambito internazionale.
Ma i danni più profondi della malapesca italiana li subisce il nostro mare: devastazione dei fondali, degrado degli habitat marini e sovrapesca compromettono gli sforzi messi in atto dalla CGPM e dall’UE per risanare gli stock ittici e centrare gli obiettivi di sostenibilità adottati per l’Adriatico.
Per questo, MedReAct chiede al MASAF di revocare immediatamente il decreto n° 239451 del 19 maggio 2026 e vietare l’uso delle reti gemelle in Adriatico, a tutela del futuro del mare e delle sue risorse.