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Comunicato stampa

#Ultimopesce: petizione e tweet storm

Tempo di lettura: 2 minuti

In migliaia chiedono alla Ministra Bellanova l’istituzione di un’area di ripopolamento marino nel Canale di Otranto.

Roma, 19 febbraio 2020 – Sono migliaia i cittadini che chiedono alla ministra Teresa Bellanova di istituire un’area di ripopolamento marino nel canale di Otranto. 16 organizzazioni hanno rivolto un appello alla ministra, rilanciato in rete da una petizione e da un tweet storm.

Sul banco degli imputati la sovrapesca che ha trasformato in pochi anni l’Adriatico in un mare desertificato nel quale tutti gli stock ittici sono pescati ben oltre i livelli di sostenibilità.

“Riteniamo – si legge nell’appello - che l’istituzione di un’area marina di ripopolamento nel Canale di Otranto nel 2020, rappresenti un’opportunità importante per sostenere il recupero delle risorse ittiche e per il futuro di una pesca sostenibile, in Adriatico”.

Nei prossimi mesi, il nostro governo dovrà decidere se sostenere o meno l’istituzione della più grande riserva marina del Mediterraneo, situata nel Canale di Otranto, una proposta presentata da MedReAct e dall’Adriatic Recovery Project alla Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) già nel 2018. In quest’area si trovano infatti importanti habitat per diverse specie commerciali, come il gambero rosso, il gambero rosa, il nasello e il gattuccio boccanera, alcune fortemente sovrasfruttate, e rare specie vulnerabili, come i coralli bianchi e il corallo bamboo, che se tutelati potrebbero contribuire al ripopolamento dell’Adriatico.

Nel 2017 una misura simile venne introdotta dalla CGPM in centro Adriatico, con l’istituzione della prima zona di ripopolamento ittico (Fish Recovery Area, FRA) dell’Adriatico. I risultati del piano di monitoraggio indicano una ripresa sorprendente della biomassa di scampi e naselli, più che raddoppiata in meno di due anni dall’istituzione della FRA.
Oggi la FRA della Fossa di Pomo costituisce un caso internazionale di buona pratica, citata come modello da replicare per raggiungere l’obiettivo, sancito dalla Dichiarazione di Malta, MedFish4Ever, di costituire una rete di FRA in tutto il Mediterraneo entro il 2020. Questa misura andrebbe replicata anche nel basso Adriatico per sostenere il recupero degli stock ittici.

“Ci auguriamo che la Ministra Bellanova voglia raccogliere l’appello di tante organizzazioni e cittadini e si attivi per il recupero delle risorse ittiche al largo delle coste pugliesi cogliendo l’ opportunità di offrire un futuro alle risorse ittiche e alla pesca sostenibile”

Domitilla Senni, portavoce di MedReAct.

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*L'Adriatic Recovery Project è un' alleanza nata per promuovere il recupero delle risorse ittiche e la tutela degli ecosistemi vulnerabili dell’Adriatico, coordinata da MedReAct, , in collaborazione con Legambiente, Marevivo, l'Università di Stanford e il Politecnico delle Marche.

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