Category Archives: Illegal, Unregulated and Unreported (IUU) fishing

Pesca illegale, arrivano le prime norme che fanno ben sperare

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Ambiente & Veleni di Donatella Pavan | 8 giugno 2016 | Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Risorse ittiche a rischio, una buona notizia: bloccata la pesca a strascico del nasello e del gambero rosa su di una superficie pari a 1.493 chilometri quadrati, tra Stretto di Sicilia e Golfo di Gabes. Quando scegliete di mangiare del pesce vi chiedete mai se si tratta di una specie sottoposta a ipersfruttamento, a rischio d’estinzione? Io me lo chiedo sempre, ma non sempre rinuncio a cibarmi di specie a rischio – es. merluzzo, triglie, gamberi rosa, ma anche sardine etc. -, perché nella vita quotidiana è scarsissima la sensibilità a questo problema e la scelta di evitarli rende la vita complicata. Per questo, quando mi è arrivata quest’informazione, mi sono sentita sollevata da un peso, la legge inizia ad intervenire anche nel Mediterraneo, indipendentemente dalla mie scelte.

I provvedimenti della General Fishing Commission for Mediterranean

Il cambio di passo non è da poco, a differenza del Nord Europa, dove si sta registrando un andamento positivo sul fronte dei ripopolamenti ittici, nel Mare Nostrum questo non accade. Secondo le conclusioni di MedReAct, organizzazione che promuove azioni di recupero della biodiversità marina nel Mediterraneo, sulla base dei dati del comitato scientifico sulla pesca dell’Unione Europea (Stefc – Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries) il 96% delle specie ittiche è sovrasfruttato. A contrastare questo dato, è appena arrivata una buona notizia da Malta, dove il Gfcm, ovvero il General Fisheries Commission for the Mediterranean, il braccio operativo della Fao che si occupa dello sviluppo, della conservazione e della gestione razionale delle risorse marine nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nelle acque limitrofe, dopo una sessione d’incontri durati 4 giorni, alla presenza di 120 partecipanti, compresi quelli di tutti i paesi mediterranei interessati, ha posto alcuni punti fermi per ridurre lo sfruttamento degli stock ittici del Mediterraneo.

Oltre alla lotta all’Iuu, l’Illegal, Unreported, Unregulated Fishing, ovvero la pesca illegale, non registrata e non regolamentata, che sarà valorizzata da una apposita giornata mondiale sul tema, ha avviato un provvedimento forte, bloccando la pesca a strascico in tre aree di aggregazione giovanili di nasello e gambero rosa, nello Stretto di Sicilia e la chiusura temporale nel Golfo di Gabes, lungo la costa sud-orientale della Tunisia. Con la chiusura di 1.493 km quadrati tra Italia, Malta e Tunisia è stato compiuto un passo cruciale verso la ripopolazione dello stock di nasello, la specie più sovrasfruttata del Mediterraneo, e la gestione sostenibile di un’area che produce oltre il 60% del gambero rosa pescato in Mediterraneo. La proposta era stata avviata da Oceana, ong internazionale che si occupa del benessere degli oceani, nel 2015 e successivamente validata dal comitato scientifico di Gfcm, come la misura più appropriata per ridurre lo stress ittico.

La riduzione dello sfruttamento delle nursery

Il ridurre lo sfruttamento delle “nursery” è uno dei metodi più efficaci per ridurre lo stress ittico. Al momento, le specie più sotto pressione nel Mediterraneo sono quelle più commerciali: sardine, acciughe, merluzzo, triglia, melù e gambero, in particolare in Spagna, Francia, Croazia e Italia. Da noi la pesca commerciale intensiva nel mar Tirreno e nel mare Adriatico utilizza principalmente reti a circuizione – tecnica adottata per le specie che vivono in branco – e a strascico, e solo in misura minore reti della pesca artigianale.

La catalogazione degli ambienti marini vulnerabili

Un altro provvedimento che fa ben sperare è l’avvio delle procedure per la protezione di habitat marini profondi dove vivono coralli e spugne e i Paesi mediterranei si sono impegnati per la prima volta a definire nuove misure di gestione per i Vme, Vulnerable marine ecosystems, gli ambienti marini vulnerabli, entro e non oltre il 2018. La prima azione sarà una sorta di catalogazione, ovvero la definizione nel breve termine di una lista di caratterizzazione, che includa specie, habitat e caratteristiche geografiche, come le montagne e canyon sottomarini, perché sia approvata dal comitato scientifico della CGPM entro il 2017.

MedReAct urges the European Union to take bold measures against illegal fishing of bluefin tuna

2015 Bluefin Tuna Seizures in Italy

With only few weeks left to the annual conference of the International Commission for the Conservation of Atlantic Tuna (ICCAT, 10-17 November 2015, Malta), MedReAct highlights the persistence and extent of illegal catches of bluefin tuna (BFT) in the Mediterranean.

A recent media investigation by the Italian national broadcasting company, RAI, revealed the absence of catch certificates for fresh BFT on sale in some of the most popular Sicilian fish markets. According to one fisherman, interviewed by RAI, the majority  of BFT sold on the Italian market could originate from illegal catches. Evidence collected by MedReAct, indicates that this may well be the case.

Since the beginning of 2015, the Italian control authorities seized over 70 tons of illegal BFT, many of which juvenile fish caught before reaching the reproductive age.

In one case, an Italian fishing vessel without a catch quota, was found with 1.000 BFT on board. Such large seizures are not uncommon in Italy and indicate the presence of a large black market in the country. For example in May 2011, the Italian control authorities seized  30 tons of illegal BFT which were being shipped from Sicily to Northen Italy. In June 2013, 15 tons of BFT without catch certificate, were found on a lorry in Sicily. One month later, in the same area,  42 tons of BFT with no documentation, were discovered on three trucks.

According to MedReAct, combating illegal fishing cannot rely only on the repression activities  by fisheries inspectors. Other dissuassive measures must be applied by the EU, such as   preventing illegal fishing operators to have access to public subsidies, as provided by the European Maritime and Fisheries Fund, or by identify illegal fishers as EU nationals engaged in Illegal, Unreported and Unregulated fishing (IUU) and therefore subjected to the European Union sanction regime on IUU fishing.

Notes:

RAI investigative story on fisheries, “Pesca Selvaggia”, broadcasted on October 4th, 2015.

View the list of 2015 BFT Seizures Italy.XLS or 2015 BFT Seizures Italy.PDF.

PESCA ILLEGALE: PRIMI PASSI IN AVANTI DEL PARLAMENTO EUROPEO SUL BANDO DELLE RETI DERIVANTI NEL MEDITERRANEO

Legambiente-Marevivo-MedReAct-Alleanza pescatori ricreativi

Bruxelles, 22 gennaio 2015. La Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha accolto la proposta della Commissione europea sul divieto delle reti da derivanti, con le modifiche proposte dal relatore Marco Affronte del M5S. Le reti derivanti sono reti che vengono lasciate alla deriva in mare, il cui uso illegale sopratutto da parte di pescherecci italiani provoca nel Mediterraneo un significativo impatto ambientale su delfini, squali, tartarughe, uccelli marini.

L’Italia è il paese che ha rilasciato oltre 800 autorizzazioni alla pesca con queste reti, il numero più alto in tutta l’Unione Europea. Secondo una stima di MedReAct, oltre 200 pescherecci hanno utilizzato l’autorizazzione di pesca con le reti derivanti in maniera illegale, con reti oltre o maglie oltre misura, in zone di pesca o su specie non consentite.

La proposta del deputato M5S tende a introdurre più specificamente un divieto delle reti derivanti proprio nel Mediteranneo, salvaguardando comunque quelle poche attività di pesca sostenibile e responsabile esercitata con le derivanti in alcune regioni italiane.

Prima di essere licenziata dal Parlamento Europeo, la proposta dovrà essere esaminata dalla Commissione Pesca. Le associazioni ambientaliste e della pesca ricreativa, invitano la relatrice, Renata Briano del PD a sostenere il parere della Commissione Ambiente e il bando delle reti derivanti nel Mediterraneo.

L’uso illegale di queste reti da parte della flotta italiana è stato cosi diffuso negli anni, che il nostro paese ha rischiato per ben due volte di finire davanti alla Corte Europea di Giustizia per pesanti procedure di infrazione. Inoltre per tre volte consecutive, per l’uso illegale delle reti derivanti, l’Italia è stata inserita dal Congresso degli Stati Uniti nella lista nera dei paesi che tollerano la pesca illegale.

Cooperation between scientists and fishermen.

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Presentation delivered to GAP2 by Domitilla Senni on behalf of Archipelagos, presenting some good examples of cooperation between scientists & fishermen in the Mediterranean.