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La riserva marina in Adriatico Meridionale

La FRA del Canale di Otranto

Chiediamo la tutela del Canale di Otranto.

Il degrado degli ecosistemi marini e l’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche è una preoccupazione crescente in Adriatico. In quest’area la pesca a strascico è praticata con grande intensità alterando gli ecosistemi marini bentonici e impoverendo gli stock ittici.


La tua firma per creare nuove riserve marine nel Mediterraneo

Le riserve marine, chiuse alla pesca, rigenerano le risorse del Mar Mediterraneo e sono presidi della sua biodiversità.

Firma oggi stesso le nostre petizioni: aiuterai il mare a rinascere.

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una proposta da sostenere

MedReAct ha  proposto alla Commissione Generale per le Pesca del Mediterraneo l’istituzione di una nuova FRA nel Canale di Otranto.

La proposta prevede la chiusura di una zona ricca di habitat sensibili e una riduzione dello sforzo di pesca nelle aree limitrofe. L’area ospita infatti importanti aree di nursery di specie come il gambero rosa, il nasello, lo scampo, il gambero rosso, il gattuccio boccanera e una varietà di habitat vulnerabili, tra cui comunità di coralli profondi, spugne, corallo bambù e pennatule. Tali specie creano eterogeneità e stabilità negli ambienti di fondo, aumentando la biodiversità e fornendo un importante rifugio a pesci e invertebrati, anche di valore commerciale. Inoltre, gli habitat di Isidella Elongata e le comunità di coralli profondi agiscono come aree di riproduzione permettendo il rinnovamento di specie ittiche sovrasfruttate, svolgendo un ruolo fondamentale negli ecosistemi dell’Adriatico.


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Cosa chiediamo

Chiediamo al governo italiano di sostenere la costituzione della FRA di Otranto nell’adriatico contribuendo così al recupero degli stock ittici in grave sofferenza, alla conservazione di ecosistemi marini vulnerabili e al ripopolamento dell’adriatico.


Al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Il Mediterraneo, e in particolare l’Adriatico, è il mare con il più alto sfruttamento di risorse ittiche al mondo. La sua biodiversità è sempre più a rischio a causa della pesca intensiva che ne ha decimato le risorse. Il Mediterraneo è oggi seriamente malato e la sua antica abbondanza è andata perduta. Il 75% degli stock ittici sono sovrasfruttati e rischiano il collasso. Alcune specie vulnerabili una volta abbondanti come squali, balene e mante giganti, sono diventate una rarità.

L’impatto esercitato dalla pesca intensiva è tanto grave quanto quello del disboscamento della foresta sulla terraferma. I metodi di pesca aggressivi come lo strascico di fondo stanno avendo effetti disastrosi per l’ambiente.

Nei prossimi anni sarà sempre più difficile avere pesce fresco locale sulle nostre tavole e immergendosi nel nostro mar Adriatico con una maschera, sarà sempre più raro incontrare la gran parte delle specie marine.

Ma c’è ancora una speranza. Con l’istituzione di grandi riserve marine, aree preposte al ripopolamento del nostro mare, sarà possibile contribuire a preservare le specie che lo abitano e gli habitat fondamentali per la salute dell’Adriatico.

Ne beneficerebbero tutti: non solo l’ambiente, ma anche i pescatori e i consumatori che vedrebbero scongiurato il rischio di veder esaurire il proprio mare.

Per questo chiediamo al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali del Governo italiano di sostenere l’istituzione di una Fisheries Restricted Area nel Canale di Otranto.

Una misura analoga è stata già sperimentata nel 2017 nella Fossa di Pomo in centro Adriatico dove, a soli pochi anni dalla sua istituzione, si è registrato un sorprendente recupero di specie ittiche sull’orlo del collasso.

Una riserva marina per l'adriatico meridionale

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