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Comunicato stampa

MedReAct sulle 2 tonnellate di Palombi pescati in Adriatico: “Un colpo durissimo per la biodiversità dell’Adriatico. Servono almeno 3 misure urgenti”

Tempo di lettura: 2 minuti

Roma, 23 febbraio 2021 - Una “pesca miracolosa” Così è stata definita la cattura da parte del peschereccio a strascico Giuseppina Madre di San Benedetto del Tronto, di ben 2 tonnellate di palombi in una sola notte.
La cattura, certo straordinaria, è stata documentata dall’equipaggio della Giuseppina Madre e ampiamente esaltata dai media locali. Nessuno però sembra interrogarsi sul profondo impatto che questo prelievo indiscriminato possa causare ai fragili equilibri degli ecosistemi dell’Adriatico, già fortemente sofferente per gli effetti della pesca intensiva, e della a pesca a strascico in particolare.
Secondo MedReAct è probabile che - considerata la quantità pescata- le reti a strascico della Giuseppina Madre abbiano attinto ad una nursery di palombi, con ripercussioni sull’intera popolazione di questa specie.

Il palombo è una specie classificata in pericolo dall’Unione per la Conservazione della Natura (IUCN). Come altre specie di squali, il palombo cresce molto lentamente e raggiunge la taglia di riproduzione dopo diversi anni, producendo solo pochi piccoli, fattore che lo rende quindi particolarmente vulnerabile alla pesca. Il palombo è inoltre minacciato dall'elevata percentuale di individui sessualmente immaturi legalmente pescati e si prevede una riduzione del 50% della popolazione nei prossimi 20 anni a causa del prelievo insostenibile.
Per esempio, al mercato ittico di Chioggia, dove sbarca il pescato una delle maggiori flotte pescherecce italiane, è stato stimato che il 70% dei maschi e il 90 % delle femmine di palombi sbarcati siano sessualmente immaturi.

Gli squali sono animali al vertice della catena alimentare marina e non hanno quindi predatori naturali a parte l’uomo. Ciò significa che il declino delle popolazioni di squali rischia di avere impatti disastrosi per l'intero ecosistema del Mar mediterraneo. Infatti, la loro scomparsa porterebbe a un'alterazione di tutta la catena alimentare marina, causando, effetti devastanti come, ad esempio, un'esplosione demografica delle sue prede.
Ad oggi gli squali rischiano di scomparire dal Mediterraneo. La IUCN ha infatti stimato che più della metà delle specie di squali e razze presenti nel bacino sono minacciate di estinzione o vulnerabili.

Nel caso specifico del palombo, MedReAct chiede di introdurre 3 misure urgenti di conservazione:

  1. ridurre l’impatto dello strascico di fondo in Adriatico e in tutto il Mediterraneo, tutelando le zone di nursery e di riproduzione del palombo;
  2. assicurare la tutela di questa specie inserendola nell’allegato II del Protocollo sulla biodiversità marina della Convenzione di Barcellona (SPA/BD Protocl);
  3. migliorare la raccolta e la rappresentatività dei dati su questa specie, e più in generale sugli elasmobranchi del Mediterraneo.

Qui un video postato della cattura:
https://www.facebook.com/giuseppe.spina.1954/videos/3369758919796137

Nei commenti di questo post le impressionanti foto della pesca:
https://www.facebook.com/lanuovariviera1/posts/4186158098079716

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