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Comunicato stampa

L’anguilla è gravemente minacciata: più di 40.000 cittadini europei chiedono di proteggerla.

Tempo di lettura: 3 minuti

Le ONG consegnano la petizione al Commissario Sinkevicius

Secondo i ricercatori del Consiglio Internazionale per l’Esplorazione del Mare le misure contenute nel piano di recupero adottato nel 2007 non funzionano. In 15 anni nessun reale progresso nella protezione di questa specie. E’ ora che la Commissione Europea agisca. 

Roma 7 settembre 2022 - Oggi un gruppo di ONG dell'Alleanza europea per l'anguilla incontra il Commissario Sinkevičius per consegnargli la petizione "Power to the Eel", un urgente appello per la protezione dell'anguilla europea, gravemente minacciata. Con oltre 40.000 firme provenienti da tutta l'UE, la petizione dimostra l'ampio sostegno pubblico a favore di misure più incisive per la tutela di questa specie a rischio di estinzione. 

Nonostante il piano di recupero adottato dall'UE nel 2007, una recente valutazione scientifica condotta dal Consiglio Internazionale per l’Esplorazione del Mare (CIEM) dimostra che le misure messe in campo non stanno funzionando. L’analisi condotta sullo stato di attuazione dei piani nazionali di gestione per l'anguilla mostra che in quasi 15 anni non si sono registrati progressi complessivi. 

Nonostante il suo stato critico l’anguilla, ridotta a solo l'1-5% della popolazione originaria stimata, è ancora oggetto di pesca commerciale e ricreativa nella maggior parte dell'UE. Solo l'Irlanda e la Slovenia hanno chiuso tutti i tipi di pesca, mentre altri Paesi hanno vietato o le catture commerciali o quelle ricreative.

Oggi l’avviso scientifico del (CIEM) sulla pesca dell'anguilla chiede l'azzeramento di tutte le catture      in tutti gli habitat.

“Da anni chiediamo il divieto totale della pesca dell'anguilla e accogliamo con favore il segnale molto chiaro del CIEM secondo cui, applicando l'approccio precauzionale, l'azzeramento delle catture dovrebbe applicarsi a tutte le catture in tutti gli habitat, comprese le anguille cieche utilizzate per il ripopolamento e l'acquacoltura", afferma Niki Sporrong, responsabile del progetto europeo sull'anguilla presso FishSec.

Ma la semplice chiusura delle attività di pesca non è sufficiente e la Commissione europea può proporre misure solo per le acque dell'UE. Pertanto, tutti gli Stati membri hanno un ruolo cruciale da svolgere: adottare con urgenza misure coordinate anche nelle acque interne.

Dopo la pubblicazione del parere scientifico nel novembre dello scorso anno, la Commissione ha avviato una consultazione su ulteriori misure per allineare la gestione al parere e agli obiettivi della politica della pesca dell'UE. La consultazione si è conclusa il 10 maggio e ora spetta alla Commissione europea indicare la strada da seguire, sia all'interno dell'UE sia nelle sedi internazionali come la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) e la Convenzione sulle specie migratorie (CMS).

Le iniziative più avanzate sull'anguilla si stanno svolgendo nel Mediterraneo. Il recente programma di ricerca della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) ha individuato le misure di ampio respiro necessarie per favorire il recupero dell'anguilla, che saranno oggetto di discussione alla sessione annuale della CGPM a novembre a Tirana.

“Chiediamo al Commissario Sinkevičius di sostenere e promuovere la piena tutela dell’anguilla, iniziando proprio dal Mediterraneo" ha dichiarato Vittoria Gnetti di MedReAct. “Gli Stati membri sono in attesa delle proposte della Commissione. E’ora che questa agisca”.

Note:

[1] La popolazione di anguilla europea (Anguilla anguilla) è in declino da molto tempo. Risulta come specie in pericolo critico, secondo la classificazione dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, 2018).

[2] Il 4 novembre 2021 il CIEM ha annunciato che "applicando l'approccio precauzionale, nel 2022 le catture in tutti gli habitat dovrebbero essere pari a zero. Questo vale sia per le catture derivanti dalla pesca ricreativa che commerciale e include le catture di anguille cieche per il ripopolamento e l'acquacoltura.     Tutte le altre mortalità derivanti dall’attività antropica dovrebbero essere ridotte al minimo ed eliminate, ove possibile."

[3] I dati del CIEM sul reclutamento mostrano un drastico declino rispetto al periodo di riferimento della valutazione (1960-1979) e nessuna ripresa significativa. Il reclutamento dell'anguilla cieca rimane a un livello molto basso.

[4] Nel 2007 è stato approvato un regolamento del Consiglio (1100/2007) che stabilisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla. Da allora, 14 anni dopo la sua adozione, non è stata osservata alcuna ripresa significativa della popolazione, anche se il declino a lungo termine del reclutamento sembra essersi stabilizzato a un livello molto basso.

[5] Le anguille hanno un ciclo di vita complesso, che attraversa diversi stadi vitali e vive generalmente per 10-20 anni. Le anguille molto piccole e traslucide che arrivano ogni anno sulle coste europee sono chiamate anguille cieche. Quando raggiungono le acque salmastre o dolci, si sviluppano in anguille gialle, popolando le nostre coste, i fiumi e i laghi. Una volta mature, si trasformano nuovamente in anguille argentine, e intraprendono il lungo viaggio di ritorno verso il Mar dei Sargassi per deporre le uova.

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