Earth Overshoot Day: Mediterraneo supersfruttato, il merluzzo si sta esaurendo. Bisogna ridurre lo sforzo di pesca del 58%.

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Roma 31 luglio 2018 – Il  1 agosto cade l’Earth Overshoot Day, il giorno di “sovrasfruttamento della Terra”, ovvero il giorno in cui lo sfruttamento delle risorse naturali supera quelle che il nostro pianeta può generare nell’anno. Un giorno che, purtroppo, è sempre più in anticipo, ogni anno che passa. Nel 2017, infatti, è stato il 2 agosto.

Naturalmente anche le risorse ittiche del mar Mediterraneo rientrano tra quelle sovrasfruttate. Tra queste, il nasello o merluzzo, lo è più di tutte, con un tasso medio di sovrasfruttamento 5.5 volte superiore a quello sostenibile,  con picchi che raggiungono 12 volte il livello di sfruttamento sostenibile nel Mediterraneo occidentale. Inoltre, la pesca eccessiva incide sulla taglia delle catture (si pescano pesci più giovani e più piccoli) con un conseguente deprezzamento alla vendita. Andando avanti così i pescatori avranno poco o niente da pescare e i consumatori rischiano di scordarsi le gustose ricette a base di questo pesce molto amato.

Se pensiamo che nel 2014 le catture di nasello in Italia sono state quelle dal più alto valore commerciale (64 milioni di euro), non c’è dubbio che il recupero di questa specie sarebbe nell’interesse di tutti, soprattutto degli stessi pescatori.

Ma il nasello non è l’unico: lo stato di impoverimento riguarda  il 90% degli stock ittici del Mediterraneo  con alcune specie, come alici e sardine, a rischio collasso in Adriatico. La soluzione per il loro recupero, secondo gli esperti dell’UE, ci sarebbe:  ridurre lo sforzo di pesca del 58%, ad esempio per il nasello.

Per contribuire al raggiungimento di  questo obiettivo – dice Domitilla Senni di MedReAct – a poco servono i fermi biologici come quelli attuati per poche settimane all’anno. C’è bisogno di chiudere definitivamente alla pesca le zone più sensibili e ridurre drasticamente lo strascico di fondo, la pesca più distruttiva per gli ecosistemi marini”.

Nel 2017, su iniziativa di MedReActe dell’Adriatic Recovery Project, è stata chiusa alla pesca demersale la più importante zona di riproduzione del nasello in Adriatico, all’interno della Fossa di Pomo. “Un’importante ed efficace misura di conservazione – conclude Senni – che dovrebbe essere estesa ad altri habitat essenziali di questa  ed altre specie ittiche in Adriatico e nel Mediterraneo”.

 

 

 

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