Un rifugio per i delfini: a Lipsi il primo ‘Santuario’ nell’Egeo

Nella baia di Vroulia l’isola ospiterà il Marine Sanctuary, centro di recupero per animali marini in grado di fornire cure per la riabilitazione. Un piccolo paradiso dove delfini, foche monache e tartarughe riceveranno aiuto nel rispetto della biodiversità

di VALENTINA TOSONI – Republica.it

151813243-a1b8aaee-c66b-4f78-86f7-e40db7657991

LIPSI, piccola isola autentica perla del Dodecaneso, non finisce mai di stupire. A 11 chilometri da Leros e a 12 da Patmos, ottocento abitanti, poche macchine e quasi interamente percorribile a piedi, oltre ad accogliere i turisti con la sua luce chiarissima, il suo mare limpido e turchese che lambisce le tante spiagge per lo più sassose, pulite e mai troppo gremite, garantisce una vacanza in un luogo attento all’ambiente (è tra le poche isole greche in cui viene fatta la raccolta differenziata) che sa conservare il paesaggio non cedendo all’edilizia facile, anche se di anno in anno qualche complesso e villa in più si notano.

Al desiderio di avere come vocazione principale il rispetto della natura, quest’anno si aggiunge un’importante novità: il Marine Sanctuary, un centro di recupero per animali marini (mammiferi tra cui delfini, foche monache e tartarughe), in grado di fornire cure per la riabilitazione, in condizioni semi-naturali e lontano dal disturbo antropico. Un progetto che sta prendendo corpo e che ha il pieno appoggio del sindaco di Lipsi, Fotis Maggos, che da quando è stato eletto, due anni fa, ha deciso di preservare il carattere dell’isola, non puntando su un turismo di massa ma di qualità, disposto a fare tanti chilometri per arrivare e godere dell’autenticità, della tranquillità e anche della ricchezza faunistica del luogo.

Il ‘Santuario’, che si candida ad essere il primo nel suo genere del mar Egeo, sarà ospitato in una baia a nord-ovest dell’isola, con la conformazione perfetta per accogliere animali in difficoltà.

”La baia si chiama Vroulia e non poteva esserci luogo più adatto per avviare il progetto. Sembra un fiordo ed è facilmente limitabile con delle reti mobili. Non secondario, poi, è stato incontrare un sindaco molto disponibile, che ha compreso la validità scientifica del santuario e si è impegnato ad aiutarci nell’ottenere i permessi necessari”, così spiega Anastasia Miliou responsabile del progetto, direttore scientifico dell’Archipelagos Institute of Marine Conservation, che abbiamo incontrato sull’isola insieme ad altri ricercatori per farci illustrare i dettagli dell’iniziativa.

L’idea di un ‘ospedale’ per delfini e foche monache a Lipsi è maturata in un clima molto particolare. Da alcuni anni l’isola ospita un Campus Natura per studenti provenienti da tutto il mondo, organizzato appunto dall’Archipelagos Institute, che è in costante rapporto con Operation Wallacea il più grande network degli accademici che c’è in Europa e nel Nord America. Così, giovani scienziati arrivano sull’isola per fare lezioni ai ragazzi del Campus  e contemporaneamente svolgere ricerche coordinate da autorevoli scienziati. ”Questa è un’area in cui nessuno ha fatto mai ricerca, noi stiamo mettendo ‘trappole’ per vedere chi sono gli invertebrati, queste isole sono molto vicine alla Turchia e c’è una biodiversità incredibile che non si trova in altre parti d’Europa.

A  Samos per esempio ci sono i camaleonti e c’è lo sciacallo dorato, qui a Lipsi ci sono insetti sconosciuti, ora li abbiamo spediti all’Università di Creta dove degli esperti li classificheranno”, racconta Giulia Casasole ricercatrice dell’Università di Anversa che per due mesi si è divisa tra lezioni ai ragazzi del Campus e ricerche scientifiche in giro per l’isola. Anche la baia di Vroulia è stata sottoposta ad un attento studio scientifico: ”Dal 19 giugno nella baia sono stati fatti tutti i censimenti, che sono poi proseguiti in altre baie. Li abbiamo fatti prima di tutto a Vroulia per portare la biodiversità a tempo zero, per ricrearla come era. Ad esempio rimetteremo la Poseidonia, che quest’anno dovrebbe fiorire”, prosegue nella spiegazione Giulia Casasole.

Ma tornando alla funzioni specifiche del Santuario, Anastasia Miliou aggiuge: ”Sarà una sorta di pensione per i delfini che hanno passato la vita in cattività, facendo spettacoli d’intrattenimento. In Europa ci sono oltre 300 delfini che vivono in acqua clorata, animali di grandi dimensioni quasi 4 metri di lunghezza, 500 chili di peso e così la loro cura è un compito complicato, ma ci impegneremo a farlo al meglio. Inoltre il mar Egeo ospita una delle più grandi popolazioni di foche monache e tantissime rimangono incastrate nelle reti dei pescatori  e non c’è una realtà in cui possono essere curate”.

L’iniziativa è sostenuta da un grande gruppo internazionale di scienziati provenienti da Europa, Stati Uniti, Canada e in particolare ha il pieno appoggio di Ric O’Barry (dolphinproject.net), famoso per la serie tv “Flipper” e protagonista del documentario premio Oscar “The Cove”, che dopo essere stato un allevatore e addestratore ha cambiato strada sostenendo che i delfini in cattività soffrono e da anni s’impegna nella lotta per la “liberazione dei delfini dalla prigionia”. Infine, è coinvolta anche MedReAct – una rete di esperti, la cui missione è quella di catalizzare l’azione per il recupero degli ecosistemi marini nel Mediterraneo.

155930272-d2eab2bc-689c-4fd1-a57b-af190aebf1fb.jpg

Dopo aver raccolto tutte queste informazioni Christos Chatzitheodorou, altro giovane ricercatore greco, insieme a Nicole Cesta sua collega canadese, ci hanno fatto salire su una  vecchia Jeep del Campus, hanno affrontato uno sterrato che dalla spiaggia di Platys Gialos sale a nord-ovest di Lipsi e dall’alto abbiamo potuto ammirare la splendida baia di Vroulia, dove un prefabbricato già esistente diventerà il centro ricerche e una piscina scavata nel terreno il punto di primo soccorso. Vroulia, celeste e silenziosa, ci è sembrata un piccolo angolo di paradiso terreste e a maggior ragione lo diventerà quando sarà popolata di foche monache da curare e delfini da riabilitare.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s